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lunedì 18 settembre 2017

[Review Party] LOVER BOY - Samantha Towle



Buongiorno care lettrici impertinenti, 
oggi abbiamo il piacere di ospitare il Review Party di LOVER BOY
3° capitolo della “The Storm Series” della straordinaria autrice americana Samantha Towle, che dopo il successo negli States esce oggi in Italia grazie alla Newton Compton.
Di seguito la recensione della nostra Marshmallow...

Genere: Romance Contemporaneo
Casa editrice: Newton Compton
Data di Uscita: 18 Settembre 2017
Prezzo: € 9.90 - Ebook € 5.99

Sinossi: Lyla Summers odia gli uomini. Se può evitarli ne è più che contenta. Suo padre l’ha ignorata per tutta la vita, suo fratello l’ha tradita nel peggiore dei modi e le esperienze successive non sono state delle migliori. Lyla vuole concentrarsi solo sulla sua band, i Vintage, e pare che le cose stiano finalmente andando per il verso giusto: sta per firmare un contratto da capogiro con una major. Tom Carter ama le donne. Gli piace mettersi nei guai con un sacco di ragazze. Ma quando una tragedia si abbatte sulla vita del suo migliore amico, Tom si ritrova a fare una promessa: se la fidanzata del suo amico sopravvivrà, lui cambierà radicalmente atteggiamento. La preghiera di Tom viene accolta e ora sta a lui mantenere la parola data. Che vuol dire darci un taglio con le storie mordi e fuggi. Ma non aveva fatto i conti con un imprevisto: la manager dei Vintage si rompe una gamba sciando e Tom viene spedito in tour a rimpiazzarlo. E così Lyla si ritrova a dover lavorare con il ragazzo che gode della fama peggiore nel mondo del rock. Come potranno convivere un dongiovanni sempre in cerca di nuove avventure e una ragazza che non fa nulla per nascondere il proprio totale disinteresse verso il genere maschile?

Si può amare e odiare la stessa persona?
Una storia sexy che conquisterà tutti

Serie "The Storm"
#2. The Wild Boy
#3. LOVER BOY
#3,5. The Storm


Vi ricordate Tom Carter, il bassista dei Migthy Storm, sexy, spudorato e sciupafemmine? Ecco, proprio a lui la scrittrice ha dedicato il capitolo finale della serie e se avete divorato i primi due non potete farvi scappare questo!

Beh, il nostro Tom non ha certo bisogno di presentazioni. La sua fama di bad boy lo precede e ne avevamo avuto un piccolo assaggio già durante la storia di Jake e Tru. Un tragico evento però spinge il nostro scapolo incallito a prendere una decisione drastica: se Tru riuscirà a riprendersi dal terribile incidente che l’ha ridotta in coma, lui cambierà totalmente stile di vita. Basta saltare da un letto all’altro, basta flirtare ogni sera con una tipa diversa, la prossimo ragazza con cui starà dovrà essere importante per lui. Ma il nostro Tom sulla via della redenzione incontra Lyla Summers, leader e voce dei Vintage, una band che da poco ha firmato un contratto con la Tms Record, nonché l’unica donna sulla faccia della Terra che ha saputo rifilare un due di picche a Tom Carter. La situazione si complica ulteriormente quando Tom è costretto a sostituire la manager dei Vintage e seguire quindi il gruppo per il loro tour promozionale americano. Lyla e Tom si ritroveranno così a dover condividere non solo il viaggio ma anche gli stessi spazi limitati del bus in cui alloggia la band.
Lyla però è fermamente decisa a non lasciarsi abbindolare dal fascino irresistibile del bassista, troppe volte gli uomini l’hanno abbandonata, delusa e tradita.  Vietato assolutamente perdere la testa per il playboy più famoso d’America! E Tom sebbene sia colpito e affascinato da questa rocker dai capelli biondi e il fisico da pin-up, non è proprio il tipo da storie d’amore, per lui le donne sono solo un piacevole diversivo. Eppure i nostri protagonisti non possono fare a meno di divorarsi con gli occhi ogni volta che sono nella stessa stanza, non riescono a resistersi e alla fine scoppia tra loro una passione bollente! I patti però sono chiari: è solo una storia di sesso, finito il tour ognuno andrà per la propria strada.
Ma più passano del tempo insieme più Lyla e Tom imparano a conoscersi, a condividere segreti e paure e quando finalmente avranno il coraggio di mettere a nudo le proprie anime, saranno in grado di tenere i sentimenti fuori dalla camera da letto??? Bè mie care impertinenti, per scoprirlo dovrete per forza leggerlo.

Personalmente ho adorato questa serie!!! Quando ci sono di mezzo le rock star poi mi catapulto nella lettura. Della storia di Tru e Jake devo dire che ho preferito "Wild Boy", il secondo volume, ma aspettavo tanto tanto il libro su Tom! Oltretutto ho scoperto che l’anno scorso è uscita anche una novella dedicata ancora a Tru e Jake e speriamo che la Newton Compton non ci faccia attendere troppo per poterla avere.

La storia di Tom e Lyla è un po’ diversa da quella dei precedenti protagonisti e nonostante ci siano state alcuni momenti in cui ho storto un po’ il naso, nel complesso Lover Boy mi ha lasciata molto soddisfatta!

Tom è un personaggio particolare. Di lui sappiamo molto poco se non che cambia donna come si cambiano i calzini. Superficialmente è il classico ragazzaccio spudorato e insolente, stuoli di donne cadono ai suoi piedi, non si è mai legato a nessuna e le sue performance sotto le lenzuola sono leggenda. Finalmente qui riusciamo ad addentrarci un po’ meglio nella sua sfera privata, a conoscere più a fondo i suoi pensieri e sentimenti, grazie anche al pov alternato che l’autrice ha preferito inserire, e così scopriamo un ragazzo che non ha solo un bel faccino e un corpo da sballo, ma è anche molto dolce e ha un cuore d’oro. È serio e professionale nel suo lavoro e profondamente legato alla famiglia dei Mighty Storm, un ragazzo che vive le emozioni a 360 gradi, segnato però da un’infanzia dolorosa che l’ha reso chiuso e totalmente spaventato dall’amore. Lyla invece si è sempre buttata a capofitto nelle sue storie amorose, ingenuamente e con tutto il cuore, per poi ritrovarsi puntualmente con i cocci tra le mani. E ora che anche la persona più importante della sua vita l’ha tradita e delusa ha deciso che con gli uomini ha proprio chiuso. Ma resistere ad uno come Tom è difficile anche per lei, soprattutto quando scopre che sotto quell’aria da casanova si nasconde una persona eccezionale che oltre a farla sciogliere con un bacio sa anche capirla e sostenerla nella sua carriera appena sbocciata. Ecco, proprio la nostra Lyla è il punto dolente di questo romanzo. Se da una parte ho apprezzato molto il suo caratterino forte e ironico con cui riesce a tenere testa a Tom, dall’altra l’ho trovata arrendevole in quelle situazioni in cui avrebbe dovuto davvero tirare fuori le unghie e strigliare per bene il nostro playboy. Mentre il personaggio di Tom è perfettamente in linea con il suo carattere arrogante e dominatore da uomo che non deve chiedere mai, Lyla mi è sembrata un po’ incoerente in alcuni momenti e troppo docile quando invece avrebbe dovuto tirare fuori gli attributi!
A parte questo non vi posso negare di aver divorato il romanzo in pochissimo tempo, completamente conquistata dalla storia di Tom e Lyla, dai loro divertentissimi battibecchi alle scene super hot sotto le lenzuola, follemente innamorata di quell’esemplare di maschio alpha di Tom Carter!!

Anche questa volta la Towle ci ha regalato un racconto appassionate, trascinante e avvincente, il giusto mix di romanticismo e sensualità, con uno stile accattivante e fluido capace coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima riga.

Si conclude così una delle più belle serie che io abbia letto, che ci ha fatto innamorare di bookboyfriends indimenticabili, commosso con storie d’amore dolcissime ed eccitanti, il tutto condito con una meravigliosa colonna sonora rock e le più belle canzoni di sempre!

Non mi resta che augurarvi buona lettura impertinenti!!!

 . .

sabato 16 settembre 2017

Avvicinarsi alla lettura: riflessioni serali tra fate, grilli parlanti e volumi polverosi.


Mio nipote non leggeva. Gli regalavano libri illustrati, fumetti e audiolibri, ma lui non leggeva. Preferiva giocare, guardare la tv e parlare (ho un nipote un po’ logorroico). Da accanita lettrice vedere un nipote così intelligente che non leggeva, mi faceva salire il sangue al cervello. È cresciuto vedendomi sempre sul divano, sulla sedia o sul letto con in mano un libro, com'era possibile il suo disinteressamento?!


E allora mi sono messa a riflettere su come mi sono avvicinata IO alla lettura. Ricordo che alle elementari i libri mi sembravano cose da adulti, lontani dalla mia età. Volumi polverosi e giganti, portatori di malattie e noia acuta. La maestra di italiano ci fece leggere nel corso dell’anno scolastico Pinocchio di Collodi. Ad oggi, ormai diciassette anni dopo, ancora ricordo il libro, non tanto per il piacere di leggerlo, ma per la tristezza della storia paragonata al cartone Disney (che all'epoca era l’unico paragone possibile). So che può sembrare allucinante e superficiale, Collodi è Collodi e non sto assolutamente mettendo in dubbio nulla, ma a nove/dieci anni realizzare che la vita non è rosea e felice, che la morte è una realtà e che il cartone animato non era l’unica alternativa alla storia… beh, fu scioccante. Tant'è che ancora ricordo la tristezza di vedere il buon grillo parlante spalmato sul muro.
Di conseguenza associavo di nuovo i libri a qualcosa di noioso, polveroso, contagioso, ma si aggiunsero anche gli aggettivi triste e deprimente.

Arrivata alle medie ancora non leggevo, o meglio non leggevo libri. Frequentavo l’edicola di paese e mi nutrivo di Topolino, Streghe, Paperinik e via dicendo. Quindi diciamo che qualcosa leggevo, qualcosa di divertente, graficamente accattivante, con il lieto fine assicurato e tematiche adatte alla mia età.
Come dicevo, arrivai alle medie. La professoressa ci faceva studiare come pazzi, ma all'inizio niente letture, neanche dei classici. Poi le venne un’idea, e devo ringraziarla ancora oggi per il suo regalo: «ragazzi, facciamo una biblioteca di classe. Ognuno compri/porti un libro o due che vorreste leggere e, come nelle biblioteche, potete prenderlo in prestito per un mese. L’unica cosa che vi chiedo è alla fine di buttare giù due righe su com'è stato, se vi è piaciuto o meno, e, se non siete riusciti a finirlo, spiegatemi i motivi».
Inutile dirvi che nessuno se lo aspettava. Eravamo un branco di trogloditi che non leggeva, ma tra uno sbuffo e l’altro abbiamo fatto quanto richiesto. 

Ricordo che andai in libreria (un luogo sconosciuto che proprio non frequentavo) con i miei genitori. Probabilmente mi aspettavo puzza di morto e polvere a secchiate, invece trovai un luogo luminoso, con un buon odore di carta appena stampata e tanti colori.
Comprai per la “nostra biblioteca” due libri della collana Le Ragazzine di Mondadori. Non so se la ricordate, ma erano dei libricini tutti colorati, con le cover illustrate, romanzi per le adolescenti che parlavano di amore, amicizia, famiglia, affrontando tematiche giuste per l’età che avevamo con ironia.
Non ricordo onestamente perché scelsi proprio quei due, forse il colore sgargiante, forse su consiglio della libraia, ma fatto sta che li portai a scuola. E non fui l’unica. Molte compagne portarono altri volumi della collana, altri dei classiconi per fare i fighi (voi fareste leggere a degli 11enni Guerra e Pace?!?), altri ancora libri per maschietti, chi illustrati, chi il Piccolo principe, chi Calvino... Insomma la classe era invasa di libri.
Da lì iniziammo a leggere 1 libro al mese, scegliendolo noi e poi scrivendo un resoconto della lettura, senza alcun vincolo reale a finirlo, ma solo dimostrando di averci provato. Sapete com’è finita? Che lo abbiamo ripetuto l’anno seguente e quello dopo ancora. E non leggemmo solo “romanzetti” (come alcuni li definirebbero), ma anche dei classici e narrativa. È in terza che scoprii perfino Harry Potter.


Al liceo ero diventata drogata di libri, ne dovevo leggere almeno 1 al mese, era la mia abitudine, e da sola, entrando in libreria (ormai un posto che potevo chiamare casa), sceglievo libri di qualsiasi dimensione, genere e forma. E come me altri compagni, anche i più caproni.

Passai a letture per i più grandi. Non ve le saprei dire in fila, ma lessi un sacco di Calvino, Austen e ovviamente continuai Harry Potter… passando poi per Licia Troisi, Dan Brown, Stevenson, Verne e London. Quando la nuova professoressa “della scuola dei grandi” iniziò a darci letture obbligate, mi resi conto di leggerli con facilità e a volte anche con piacere. Altri compagni invece si prendevano i bignami, li leggevano in tempi biblici o se li facevano raccontare. C’è da dire che alcune letture proprio non le ho digerite (I malavoglia di Verga sono una botta di depressione), altre però riuscivo a vederne la bellezza e le tematiche: Oscar Wilde, Calvino (ancora, lo so!), Pirandello e perfino i Promessi Sposi avevano un certo fascino per me.

Sapete che poi ho avuto un’altra botta di culo? La professoressa arrivata al terzo anno era giovane, con idee innovative e ha iniziato a farci leggere libri più attuali. I due che ricordo particolarmente sono: Bilal di Fabrizio Gatti, un saggio che racconta il suo viaggio dall'Africa fino all'Italia insieme ai migranti. Una vera denuncia delle loro condizioni che è riuscito a sconvolgere tutta la mia visione del mondo. Un libro che la professoressa aveva letto e ha voluto discuterne con noi, sempre dei caproni adolescenti pronti a insultare chiunque ma che dopo questo libro lo erano un po’ meno. L’altro fu invece Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon. La storia un po’ bizzarra di un bambino autistico. I caproni adolescenti dentro la testa di un ragazzino autistico…
Entrambi i libri, anche se così diversi, sono riusciti a scuotere in tutta la classe qualcosa. Per una volta un libro aveva appassionato un branco di adolescenti superficiali, per una volta non mi sono sentita diversa.

Continuai a leggere, mi fissai su alcuni generi e ogni tanto leggevo qualcosa di più impegnativo (lo scrivo solo per quelli che credono nei generi di serie B). Tutto il resto è venuto da sé.


Riflettendo sulla mia passione per i libri e su come trasmetterla a mio nipote di 9 anni, mi sono messa al suo posto e ho capito che non è una cosa che nasce dal nulla, né che dipende dai genitori. Anche perché i miei genitori non sono lettori forti, non mi hanno regalato un libro finché non ho iniziato io a chiederli. Quindi questa passione doveva essere uscita in qualche altro modo. E forse sono arrivata alla conclusione: una botta di fortuna. Fatemi spiegare meglio, altrimenti sembro pazza.

Ho capito che leggere è bello anche quando il libro non è il tuo genere, non ha uno stile facile o una trama triste. Se prendessi oggi Pinocchio probabilmente cancellerei la mia impressione a nove anni.

Quello che mi ha resa appassionata lettrice è stato leggere un libro adatto a me, e un altro dopo ancora e ancora e ancora. Un libro che dovevo iniziare a leggere per forza, ma che avrei potuto abbandonare in ogni momento. L’obbligo c’era solo “all’inizio”, ma poi potevo decidere. La biblioteca alle medie mi ha fatto scoprire un mondo letterario che non conoscevo. Libri sciocchini che però mi hanno avvicinato alla lettura, tant'è che al liceo quando bisognava leggere sotto minacce, lo facevo quasi con piacere. Senza troppi sbuffi.

Arrivata a questa illuminazione, decido di far avvicinare il nipote, grande appassionato di Minecraft e di Pokémon, comprando dei libri sciocchini che potrebbero invogliarlo anche solo a sfogliare un libro.

Tra un libro, un manuale e un fumetto su questi argomenti, questa estate sono riuscita a fargli leggere Don Chisciotte, Harry Potter (illustrato) e Il Piccolo Principe. Da solo si è comprato e letto tutti i “il Diario di una schiappa” e continua a comprarsi libri. 

Devo ringraziare comunque le sue maestre che spronano la sua classe a leggere libri a piacere anche durante l’anno, ma alla fine il merito di chi è? Mio, suo o delle scelte dei libri? 
Un po’ devi essere portato, un po’ devi avere fortuna di essere portato e un po’ devi avere una fatina buona che ti porta a conoscere i libri. Senza disprezzare i “romanzetti” perché il bello di leggere è che puoi scegliere cosa, come e quando. L’importante è leggere, sempre.


Non so perché ho scritto tutto questo. Non sto cercando di insegnare niente a nessuno, né ai professori, né ai genitori. Dopo l’ennesimo articolo su “In Italia non si legge” o “Solo il 40% degli italiani legge” volevo sfogarmi e magari portare a riflettere tutti sull'argomento. 


Mi sembra giusto ogni tanto raccontare qualcosa di diverso nel blog, qualcosa di bello che dica di più sui lettori: non sono dei pazzi asociali, sono persone normali che oltre a uscire, socializzare, lavorare e/o studiare, trovano un po’ di tempo per sfogliare delle pagine con strane macchie di colore sopra!


Ho scritto davvero troppo. Ai più temerari che sono riusciti ad arrivare fino a qui chiedo: e voi? Come vi siete avvicinati alla lettura? Chi è stata la vostra fatina magica che vi ha portate sulla retta via? Pensate che ci sia qualcosa di sbagliato nelle scuole di oggi o nelle nuove generazioni? 
Scrivetelo nei commenti <3

Alla prossima, spero. 

martedì 12 settembre 2017

[Recensione] COSA HO FATTO PER AMORE - Susan Elizabeth Phillips

Buongiorno Impertinenti,
oggi vi parlo dell'ultimo romanzo della grandissima Susan Elizabeth Phillips, una delle regine del Romance, colei che ci ha fatto sognare ed emozionare grazie alla serie "Chicago Stars".
L'ultimo titolo pubblicato qui in Italia, grazie alla Leggereditore, è COSA HO FATTO PER AMORE, 5° capitolo della serie "Wynette Texas", una storia romantica e divertente, in pieno stile Phillips.

Genere: Romance Contemporaneo
Casa editrice: Leggereditore
Data di Uscita: 31 Agosto 2017
Prezzo: 14.90 - Ebook  4.99

Sinossi: Per Georgie York, un tempo la protagonista di una delle sitcom preferite dagli americani, è proprio un periodo no. La sua carriera cinematografica è in stallo e dover badare a suo padre la sta facendo letteralmente impazzire. Per di più, suo marito l'ha appena lasciata... Un bel danno d'immagine per una delle attrici più amate dal grande pubblico. In un momento del genere, andare a Las Vegas e imbattersi nel suo ex collega, il detestabile ma fascinoso Bramwell Shepard, sarebbe stata per chiunque la peggiore delle soluzioni. Ma Georgie non è una donna come le altre, la sua vita è uno straordinario e inestricabile groviglio di guai. Quando ai suoi però si aggiungono quelli di Bramwell Shepard, la situazione diventa a dir poco esplosiva, perché i destini dei due ex rivali sono più legati di quanto loro stessi avessero mai sospettato.


Serie "Wynette Texas"
#1. Un fiore nella polvere
#2. Lady Be Good
#3. Glitter baby
#4. First Lady
#5. COSA HO FATTO PER AMORE






La Signora del romance contemporaneo ha dato vita ad un'altra uscita della serie “Wynette Texas” dal titolo COSA HO FATTO PER AMORE, quinto volume della serie. Protagonisti sono un’amica di Meg, la famosa attrice Georgie York, e il suo partner in una famosa sitcom per giovani, il playboy poco affidabile Bram.


Georgie è una piccola stella di Hollywood. I paparazzi la seguono durante ogni uscita, la tempestano di domande che riguardano sia la sua vita professionale che non sta attraversando un periodo felice sia quella personale, che a quanto pare è altrettanto infelice a causa del divorzio. Georgie però non sembra padrona della sua vita: i ruoli da interpretare e gli uomini da frequentare non sono frutto di una sua scelta quindi si sente costretta ad interpretare un ruolo anche quando vive il suo quotidiano. 

Proprio nel momento in cui sente che sta toccando il fondo chiede aiuto a Bram, l’uomo che le ha rubato un pezzettino di sé, il collega con il quale ha raggiunto la fama, l’uomo che in ogni caso le è rimasto dentro e che le suscita un sentimento che va dall’odio all’amore. Bram ha una nomea poco raccomandabile: nel suo ambiente si è fatto terra bruciata ed è conosciuto come un dongiovanni molto disponibile.

Il loro incontro dopo tanto tempo avviene in un momento di crisi di entrambi anche se per diversi motivi. Infatti, entrambi sono costretti ad interpretare una parte per apparire quello che non sono, per difendersi dall’altro e dalle emozioni che scatenano in loro. Georgie ha bisogno di percorrere la sua strada in solitaria, deve recidere il ‘cordone ombelicale’ in famiglia e sul lavoro per dimostrare di saper camminare da sola. Il suo percorso è doloroso, anche se è più dolorosa la presa di coscienza di questo limbo in cui vive e le decisioni a cui arriva sembrano un calmante momentaneo perché il suo balsamo personale include anche Bram che è un pensiero indelebile ormai e lei vi si è avvinghiata come l’edera. Alla fine Georgie risorgerà dalle sue ceneri ma la strada da percorrere non le sarà agevolata. Bram, invece, è portatore di una maschera perenne. In pochi conoscono chi veramente è e cosa vuole dalla vita. Persino a Georgie preclude il suo vero Io come se tutto questo recitare facesse parte di un ruolo che serve ad entrambi.

La trama è ricca di colpi di scena, di punzecchiature e battibecchi. Ci sono una moltitudine di personaggi secondari fondamentali per l’evoluzione dei personaggi principali come Paul, padre di Georgie, che cresce e si sviluppa in seguito alle drastiche decisioni della figlia. Irriverente ma tanto simpatico è anche Chaz, la giovane governante di Bram, donna dal passato difficile già all’età di vent’anni che metterà un po’ di brio a molte scene che appaiono piatte e lente.

Susan Elizabeth Phillips di certo non ha bisogno di essere elogiata oltre perché non ha eguali nel suo genere ma questa volta non sono stata travolta come in passato. Per me la storia è decollata dopo circa duecento pagine. La concentrazione della prima parte del testo su Bram e Georgie mi ha stancato parecchio perché è stato noioso e lento. Dopo si sono susseguiti tutta una serie di eventi e storie secondarie che hanno vivacizzato la lettura e l’hanno resa dinamica e come al solito vincente. 

Quello che però si percepisce per tutto il romanzo è l’attenzione ai sentimenti umani, la ricerca del rispetto, l’enfasi sulla necessità degli esseri umani di sentirsi parte di un tutto perché essere da soli è triste.

Da leggere, senza timore!

 . .